Nota metodologica
Perimetrazione come esercizio tecnico e come atto di "volontà"

Da ciò discende che la perimetrazione, lungi dal presentarsi come il prodotto di una procedura analitica scientificamente inequivocabile, si rivela come la risultante di un processo decisionale volto a collocare una stessa area in una delle possibili partizioni analiticamente giustificabili. In questo senso, allora, la definizione di un ambito territoriale non richiede solo la compatibilità con la morfologia sociale-territoriale delle aree in esame e la rispondenza al criterio della "massimizzazione vincolata" della funzione obiettivo del pianificatore, ma comporta anche un'attenta ricognizione del policy network, per verificare il campo dei possibili partner, sondando la disponibilità a stipulare alleanze sia di carattere generale, sia su specifiche issue. In questo modo, ogni esercizio di perimetrazione si configura eminentemente come la metafora di una "geografia volontaria", prodotto di tecniche di rappresentazione di fenomeni diversi e di processi decisionali a elevato grado di discrezionalità.

Dal cielo dell'unicità del risultato scientifico alla terra delle perimetrazioni possibili

Persa l'aura dell'unicità del risultato scientifico, l'attività del pianificatore è costretta a scendere sulla terra delle perimetrazioni possibili, disciplinarmente motivate e verosimilmente perseguibili.

Si è quindi optato per una metodologia di lavoro che in prima approssimazione mettesse a fuoco e confrontasse una molteplicità dei punti vista, al fine di individuare soluzioni coerenti con la morfologia economico-sociale e territoriale delle aree considerate. In questo senso, è stata utilizzata una corposa batteria di indicatori capace di dar conto dell'organizzazione del territorio e delle sue relazioni sia a scala locale che regionale, della struttura e delle trasformazioni economico-sociali, dell'equipaggiamento dei servizi, delle sedimentazioni amministrativo-funzionali prodotte dalle partizioni territoriali fino ad oggi impiegate, dei sensi di appartenenza delle comunità locali e dei primi orientamenti strategico/programmatori espressi dagli attori locali.

Successivamente si è proceduto all'individuazione di ipotesi di lavoro a "geometria variabile" in grado, da una parte, di rispondere positivamente ai test di coerenza sopra richiamati, dall'altra, a indicare direttrici strategiche sulle quali risulta conveniente sviluppare cooperazione strategica con altri Comuni.

Nota metodologica
Quadro territoriale
Quadro istituzionale
Quadro demografico
Quadro dei servizi
Quadro economico
Tabelle

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